CARMELO BENE

“Dalle cantine romane all’Olimpo”

 


Carmelo Bene foto di Silvia Lelli Masotti da "Il Sipario degli Attori"
 

 

 

Carmelo Bene ha rivoluzionato il teatro,

con il suo “nichilismo attivo”

a squartato “ i sacri testi” teatrali, sottraendo e sovrapponendo, riducendo all’essenziale

i personaggi, creando su strutture drammaturgiche tragiche

originali passaggi parodistici…

Ha reinventato la “phonè”

e un cinema sperimentale eccezionale…

Più volte ha dichiarato: “ niente scuole” e in tante ineguagliabili provocazioni

ha detto di se:

“Io sono un classico, un capolavoro”…

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“Il talento fa quello che vuole, il genio fa  quello che

può.

Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento.

Fin dal nostro fiorire-sfiorire alla cecità della luce,

l’orale ha la precedenza sullo scritto: lo scritto inteso

come morto orale.

Lo scritto è il funerale dell’orale, è la rimozione continua dell’interno.

Già dalla nostra tramontata nascita incomincia

un destino.

Spietato, per la maggior parte degli esseri umani:

se non si nasce miliardari, si è spacciati per sempre.

Ci si deve piegare al quotidiano, procurare gli stimoli

al progetto; invece di s-progettare, si è dannati

al disegno”.

(…)

 

Da Carmelo Bene OPERE

Edizioni BOMPIANI

 

( Dalle cantine romane all’Olimpo è il titolo di una performance di Baldovino,

in ricordo di C. Bene)