CARMELO BENE

Carmelo Bene ha rivoluzionato il teatro,
con il suo “nichilismo attivo”
a squartato “ i sacri testi” teatrali, sottraendo e sovrapponendo, riducendo all’essenziale
i personaggi, creando su strutture drammaturgiche tragiche
originali passaggi parodistici…
Ha reinventato la “phonè”
e un cinema sperimentale eccezionale…
Più volte ha dichiarato: “ niente scuole” e in tante ineguagliabili provocazioni
ha detto di se:
“Io sono un classico, un capolavoro”…
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“Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che
può.
Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento.
Fin dal nostro fiorire-sfiorire alla cecità della luce,
l’orale ha la precedenza sullo scritto: lo scritto inteso
come morto orale.
Lo scritto è il funerale dell’orale, è la rimozione continua dell’interno.
Già dalla nostra tramontata nascita incomincia
un destino.
Spietato, per la maggior parte degli esseri umani:
se non si nasce miliardari, si è spacciati per sempre.
Ci si deve piegare al quotidiano, procurare gli stimoli
al progetto; invece di s-progettare, si è dannati
al disegno”.
(…)
Da Carmelo Bene OPERE
Edizioni BOMPIANI
( Dalle cantine romane all’Olimpo è il titolo di una performance di Baldovino,
in ricordo di C. Bene)