
Lorenzo Viani dalla copertina del libro "Parigi" ed. Ponte alle Grazie Fi a cura di Tiziano Giannotti
Lorenzo Viani: pittore-scrittore-poeta.
Autodidatta è artista del popolo. ( Barbiere in Viareggio fino a 18 anni)
Essere artista del popolo significa possedere un linguaggio:
gergo-vernacolo-dialetto, avere radici salde nell’humus popolare, ricercare
nella cultura alta per non essere ridotto a personaggio folcloristico e
provinciale. Viani è un esempio fortissimo di artista popolare. La sua opera è
lotta contro l’arte celebrativa e consolatoria…dà forma al suo amore per
diseredati, matti, vagabondi, al mondo dei suoi "vageri" è un visionario
anarchico che trasfigura la vita in un linguaggio truculento, essenziale. Alla
violenza oppone il suo urlo espressionista.
Anarchico come Ungaretti, Pea, Ceccardo, combatte nella prima guerra
mondiale.
Le stragi lo segnano, dice di non aver più fiducia nell’uomo…
LE CONTRADDIZIONI SONO OVUNQUE.
La cultura popolare contiene il melodrammatico, i luoghi comuni, la
ripetitività…
La cultura alta ha generato l’accademia e la retorica.
Ogni cultura, in ogni epoca, porta con se il peggio e il meglio.
Cultura popolare e cultura alta non sono in antitesi. Il popolare si è nutrito
nel corso dei tempi della tradizione orale( mito-sogno-favole-ballate-canti) gli
intellettuali hanno rielaborato, scritto e inventato.
Viani ha compiuto diverse
incursioni nel mondo delle avanguardie. Ma anche l’incontro con Picasso e
Matisse a Parigi non cambiò il suo percorso artistico.
Viani vincerà il Premio Viareggio per la letteratura nel 1930…
morirà a Roma nel ’36, mentre affresca le mura di un collegio..