Il sito “Popolare-Underground” sul quale leggete queste poche righe non intende fare del revival o inseguire le varie mode,  si pone altresì un obiettivo ambizioso, mettere in contatto coloro che in modo diretto e non retorico vogliono comunicare la propria cultura attraverso forme artistiche: poesia-teatro, fumetti, musica, canzone, arti visive.

 L’ambizione dell’operazione sta anche nella ristrettezza dei mezzi a nostra disposizione, e nella difficoltà di rivolgersi a soggetti che spesso considerano la loro capacità espressiva come qualcosa di  non  interessante o comprensibile al di fuori della ristretta cerchia di amici e conoscenti.

 Perciò, con questo strumento, desideriamo rivolgerci a conoscere quelle forme di espressione che sono al di fuori delle logiche di consumo e di mercato ma che riflettono l’esperienza concreta di chi le compie ed il contesto sociale in cui si situano; senza compiere un’azione accademica o di catalogazione ma con il solo intento di favorire quel contatto e quello scambio che spesso i mezzi di comunicazione non permettono anzi coartano o impediscono.

 Dal mio punto di vista (sono nato nel 1962 e ho vissuto da piccolo spettatore gli anni  ’70 in cui si portava all’attenzione dei più il valore delle culture popolari, della controinformazione ecc.), si tratta della prosecuzione di un lavoro di ricerca e valorizzazione delle espressioni di culture urbane  cui ebbi modo di avvicinarmi e collaborare a partire dai primi anni novanta.
Entrato a far parte del comitato arci di Pistoia, non potei fare a meno di essere coinvolto dalle iniziative portate avanti da Baldovino col suo teatro e dal Club Pasolini, poi Pasolini-Ciampi, di cui lo stesso B. era animatore.

 L’aver visto conosciuto ed ascoltato Damasco da Pistoia declamare le sue poesie, Franco Rafanelli detto Minini interpretare i canti popolari, del carcere,la Divina Commedia, Realdo Tonti con i suoi stornelli e con loro altri cantastorie, musici popolari e diversi giovani,  mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo pulsante e sincero che scaturisce da quelle storie di vita, un mondo che solitamente è taciuto o trascurato dai normali mezzi di comunicazione, e spesso relegato ai margini della cultura e dello spettacolo…

 Portare avanti queste iniziative (spesso nei circoli e case del popolo di Pistoia, ma anche Pisa, Livorno, Roma, Viareggio…)  ha significato, a mio avviso, valorizzare e dare la giusta considerazione a soggetti artistici con capacità comunicative che non rientrano nelle consuete forme di intrattenimento e spettacolo ma che sono ancora presenti nelle nostre realtà urbane.. 

Si è così realizzata un’operazione tutt’altro che accademica, di catalogazione antropologica (o di mode) ma piuttosto ci siamo sforzati di valorizzare, permettendo loro di confrontarsi pubblicamente con il contesto socio-culturale che li aveva prodotti,  alcuni testimoni di una società che negli ultimi 50 anni si è trasformata stravolgendo e rimuovendo le proprie matrici culturali autentiche e diffuse .

 Personalmente sono ancora convinto che riuscire a stanare i testimoni veri e vividi delle nostre culture urbane residuali e giovanili abbia un senso nell’ottica di una ricerca e rinnovamento di matrici culturali . Per questo mi sembra che la realizzazione di questo strumento informatico rappresenti il minimo che si possa fare per cercare di portare avanti il lavoro di ricerca e valorizzazione di cui ai precedenti capoversi.

 La sfida personale, con cui partecipo alla costruzione ed elaborazione di questo sito e dell’associazione popolare-underground, si riassume nella speranza che i nostri simili si dimostrino ancora capaci di meravigliare e meravigliarsi.

 

Marco Landucci

 

Pt, Marzo 2006

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