Il sito “Popolare-Underground” sul quale leggete queste poche righe non intende fare del revival o inseguire le varie mode, si pone altresì un obiettivo ambizioso, mettere in contatto coloro che in modo diretto e non retorico vogliono comunicare la propria cultura attraverso forme artistiche: poesia-teatro fumetti-musica-canzone-arti visuali.

 L’ambizione dell’operazione sta anche nella ristrettezza dei mezzi a nostra disposizione, e nella difficoltà di rivolgersi a soggetti che spesso considerano la loro capacità espressiva come qualcosa di  non  interessante o comprensibile al di fuori della ristretta cerchia di amici e conoscenti .

 Perciò, con questo strumento, desideriamo rivolgerci a conoscere quelle forme di espressione che sono al di fuori delle logiche di consumo e di mercato ma che riflettono l’esperienza concreta di chi le compie ed il contesto sociale in cui si situano; senza compiere un’azione accademica o di catalogazione ma con il solo intento di favorire quel contatto e quello scambio che spesso i mezzi di comunicazione non permettono anzi coartano o impediscono.

Popolareunderground si sforza, forse vanamente, di provare a riprendere un lavoro di ricerca e valorizzazione delle espressioni di culture urbane come già ebbe modo di fare all'incirca venti anni fa o poco più (chi scrive è nato nei primi anni '60 del secolo scorso ed ha vissuto da piccolo spettatore gli anni ’70 -del '900- in cui si portava all’attenzione dei più il valore delle culture popolari, della controinformazione ecc.); fu soprattutto un lavoro di ricerca portato avanti dal comitato Arci di Pistoia tra il 1993 ed il 2000 circa, in cui le iniziative principali erano ideate ed animate da Baldovino col suo Teatro e dal Club Pasolini, poi Pasolini-Ciampi, di cui lo stesso B. era animatore.

 L’aver visto conosciuto ed ascoltato Damasco da Pistoia declamare le sue poesie, Franco Rafanelli detto Minini interpretare i canti popolari, del carcere,la Divina Commedia, Realdo Tonti con i suoi stornelli e con loro altri cantastorie, musici popolari e diversi giovani,  mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo pulsante e sincero che scaturisce da quelle storie di vita, un mondo che solitamente è taciuto o trascurato dai normali mezzi di comunicazione, ed ormai relegato ai margini della cultura e dello spettacolo -nella più ottimistica delle ipotesi-.

La realizzazione delle iniziative (spesso nei circoli e case del popolo di Pistoia, ma anche Pisa, Livorno, Roma, Viareggio…)cui facciamo cenno con questo sito web, ha significato, essenzialmente, valorizzare e dare la giusta considerazione a soggetti artistici con capacità comunicative che non rientrano nelle consuete forme di intrattenimento e spettacolo ma che sono talora presenti nelle nostre realtà urbane. 

Inoltre, il fatto che la città in cui molti degli animatori di questo sito abitano -Pistoia- sia stata proclamata capitale italiana della cultura per il 2017, ci stimola a proporre i contenuti che i personaggi popolari underground hanno proposto e promosso nella e con la loro vita.



Insomma, speriamo così di realizzare un’operazione tutt’altro che accademica, non di catalogazione antropologica (o di mode) ma piuttosto continueremo a sforzarci di valorizzare, permettendo loro di confrontarsi pubblicamente con il contesto socio-culturale che li aveva prodotti, alcuni testimoni di una società che negli ultimi 40 anni si è trasformata stravolgendo e rimuovendo le proprie matrici culturali autentiche e diffuse.

Personalmente sono ancora convinto che riuscire a stanare i testimoni veri e vividi delle nostre culture urbane –seppure queste possano apparire ad un primo sguardo residuali- abbia un senso nell’ottica di una ricerca e rinnovamento di matrici culturali.
Per questo mi sembra che la realizzazione di questo strumento informatico rappresenti il minimo che si possa fare per cercare di portare avanti il lavoro di ricerca e valorizzazione cui fin qui accennato.
O no?

Marco Landucci

Pt, dicembre 2016

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