

Foto: studio Nutini Lamporecchio PT
( PROGETTO SISIFO)
Sisifo è il mitico eroe condannato a svolgere un lavoro assurdo per l’eternità.
La condizione dei lavoratori dell’effimero è la stessa di Sisifo,
ma l’umanità non può farne a meno.
Teatro è l’arte per conoscere se stesso…Teatro è l’arte che
ri-scopre la realtà- storia
attraverso la mente-corpo dell’attore…chiuso il sipario il teatro svanisce come
un sogno…
ma il sogno è vita e non il suo contrario…Teatro e Sogno lasciano tracce e segni
nella
memoria…
L’attore in scena è l’altro da se, ma nello stesso tempo è se stesso, munito
delle necessarie
tecniche: fonazione-dizione-gergo-mimica-gestualità…
L’attore gioca come un funambolo sul filo del paradosso, impedendo alla signora
metafora
di nascondersi nella dimora ermetica…Il Teatro è espressionista…
Immedesimazione o distacco dal personaggio? Il metodo delle grandi
scuole…esistono
altri percorsi:
-riscrivere, anche a livello minimo, il testo-
-usare le tecniche Yoga e Mnemoniche che facilitano la concentrazione e le possibili apparizioni in sogno, del personaggio
-trasmettere agli spettatori, attraverso lo stile, l’energia necessaria affinché lo spettacolo-evento si compia
ULTIMI SPETTACOLI:
- UOMINI O MARIONETTE/ dedicato a lucio sergio CATILINA/ scritto lib.-
- PENSIERI AL ROGO/ Giordano BRUNO/ ri-scritto lib.-
-EDIPO un eroe maledetto/ ri-scritto lib. da Seneca/A.Breton-
trilogia dedicata a PIER PAOLO PASOLINI
L’ ANGELO RIBELLE / SOLITUDINI / POESIA METROPOLI MORTE
AUTOSOVVERSIONE in BLUES
RECITALS POESIE E CANZONI
Piero CIAMPI/ Luigi / Jim MORRISON/
C. BUKOWSKI/ V. MAJAKOVSKIJ/ A. BRETON / PASOLINI/ Giuseppe GIUSTI/
DAMASCO da Pistoia/ BEAT/ A. RIMBAUD/
Lorenzo VIANI/ F. VILLON/…
AUTOSOVVERSIONE
dallo spettacolo “Autosovversione in Blues”
(frammento)
“Iniziai con i consigli del parentato/
ma di fronte alla vita si squagliarono come neve al sole/
tanti guai/
ne uscii sempre/
qualche volta a marcia indietro, come i gamberi/”
Falsi profeti/ guardiani della morale/ burocrati
dell’anima/ grilli parlanti/
feci di tutto per distruggerli/
Illusioni/ illusioni/
sono i sentieri trascorsi in gioventù/
Lavoro lavoro lavoro/
lavoro e idee non bastarono/
figli bene/bambini prodigio/figli d’arte/
quelli erano i fortunati/
“Crebbi tra i brocchi/
un cavallo di razza non lo vidi mai/ nemmeno all’ippodromo/”
se ci fosse stata la rivoluzione/ avrei ucciso/ per rabbia/
Lavoro lavoro lavoro/
e nel mondo/ guerra e pace/ pace e guerra/
sembrava di leggere Tolstoj/
Grandi disastri/
la pace era stata stabilita per zone limitate/
dai signori della guerra/
imperversavano i padroni del vapore/
Invocai scioperi/ rivolte/il crak definitivo di
Wall Street/
con la scomparsa degli sculettanti cantori del sistema/
dei turisti orfani/alla ricerca di una identità impossibile/
poveri poliglotti sradicati/
Nulla di buono arriverà dalla fine del
millennio/
dalle iper-nazioni/
dal denaro unidimensionale/
dal turismo benedetto/
Il sogno italiota si è infranto/
corruzione/criminalità/ diaspora padana/
il mondo dei disperati bussa alle porte/
le periferie sono un triste scenario/
polvere/siringhe/violenza/consumo/
Avere/possedere/gettare/
la società dei consumi ha distrutto la cultura popolare/
“Un tempo il popolo era contro il padrone/ senza voler diventare il padrone”/
“Cambiare il mondo/ diceva un profeta con la
barba/
“Cambiare la vita”rispondeva un sottile giovane sbarbato/
è cambiato ben poco/ e i fregati sono sempre i soliti/
Non è possibile continuare a vivere in un mondo
falso e marcio/ come questo/
ma non se ne vede uno migliore/
i luoghi abitati dalla poesia si sono estinti/
(…)
Provai a ricostruire/
ero in piedi/circondato dalle macerie/
ricominciarono le illusioni/
Credetti che i nuovi esseri potessero essere
migliori/
non era possibile senza rompere le regole del gioco/
di quelli che tenevano il banco/
non c’era un depuratore in grado di ripulire la società dei consumi/
“E il mondo con i suoi barili di sangue” e di
petrolio/
continua a girare”/
la fame c’è ancora”/
e la solitudine incalza come la maledizione della vecchiaia/
Le mie catastrofi non sono che residui/
nulla può più accadermi/
anche oggi che i diritti dell’umanità sono di nuovo nel fiume dell’oblio/
come in un sogno dimenticato/
(…)
Io, moderno pagliaccio dell’universo/
finalmente libero dalla schiavitù del lavoro assurdo/
dalla sindrome di Sisifo/
non ho più bisogno di nulla/
possiedo me stesso/
Il
sogno è vita/ la vita è la vera metafora del teatro/
la poesia è la verità che viene dall’anima/
“e l’anima sa più della mente”
(…)

POESIA METROPOLI MORTE
(teatro)
-Questo è un luogo dove transita la migliore umanità/
-E’ il posto giusto…abitato dalla poesia/
-Dicono che a forza di bere si può capire come si stava nell’utero materno/
-Per favore non ricordarmi da dove sono venuto. A me interessa soltanto la poesia. Sola essa mi dà la forza per superare la disperazione. Questa roba mi stimola…
-Sei al punto dove la vita piega/
_Niente moralismi, è la mia regola/
-Dichiarazione forte, da finale di partita…
-E’ così che si chiama il suicidio?
-Io non condivido il suicidio, si muore comunque. E’ il tempo che cancella ogni cosa e rende vigliacca la coscienza…
-Ah, l’essere e il tempo…si il suicidio
può essere inutile, ma l’idea stessa che a decidere sono io,
soltanto io, mi dà forza…In fondo il suicidio è l’unico atto della vita che
puoi compiere soltanto da te…Occorre evitare la putrefazione del corpo,
l’esaurirsi del pensiero. Comunque il suicidio non è il delitto…Il delitto
ormai è una occasione mondana.
-Nichilismo senza confini, dunque…Amico mio, ciò di cui non si può fare a meno, per vivere, è l’eros…Non c’è niente di più tragico che perdere la forza erotica…
-estetismo e decadenza… ( …)
Frammento da "poesia metropoli morte" spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini e Piero Ciampi.